LA FESTA

TRA FEDE E FOLKLORE

Cavallo rampante
La festa inizia con il rullo dei tamburi e l’ingresso in paese delle quattro corporazioni o ceti, che anticamente riunivano i cittadini: la Real Maestranza, i Celibi, i Borgesi e i Pecorai, ogni domenica dopo la Pasqua, sino alla domenica della Festa.

Il venerdì della festa, i quattro Ceti: Celibi, Pecorai, Borgesi e Real Maestranza, depongono corone di fiori al monumento dei caduti in piazza Duomo, accompagnati dalle rispettive bande musicali.

La sera, nelle case dei rispettivi cassieri si tiene l’asta che assegna i posti nella cavalcata del sabato e della domenica. Il sabato, il Sergente, l’Alfiere e il Capitano (portatori di insegne) aprono la sfilata a cavallo seguiti da altri cavalcanti.

La mattina della domenica (giorno della Festa) i quattro ceti si riuniscono in chiesa Madre per la solenne celebrazione eucaristica in onore della S. Croce. Al termine della Messa, palianti (ceto Pecorai e ceto Borgesi) e stendardiere (ceto Celibi) si incamminano in processione verso la propria abitazione accompagnati da damigelle in abiti d’epoca.

La sera ogni Paliante e Stendardiere a cavallo di un mulo bianco, depone all’altare della chiesa madre un mazzo di fiori. Alla Festa partecipava e partecipa tutt’oggi il Tataratà che, di certo, si accostò alla croce nei primi decenni del cristianesimo e ad Essa si è accompagnato nei secoli.

La festa si conclude con la benedizione dei Palii e Stendardo insieme ai rispettivi ceti, in piazza Duomo.